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Otosclerosi 20/04/2017

Una delle patologie che segna problemi al sistema uditivo è l’otosclerosi.

Si tratta di una degenerazione delle strutture ossee dell’orecchio, si tratta di una patologia progressiva che interessa soprattutto donne in giovane età ed è tendenzialmente bilaterale.
In particolare, l’otosclerosi interessa la staffa, un piccolo osso che si trova nell’orecchio medio.
Essa insorge subdolamente, ed è accompagnata da una progressiva perdita dell’udito, il tutto è generato da un blocco degli ossicini situati nell’orecchio medio responsabili della diffusione del suono e dell’invio d’input sonori al cervello.

Cause e Sintomi

Ad oggi, la comparsa di questa patologia, viene collegata ad un fattore genetico e quindi ereditario. È legato prevalentemente al cromosoma X e ciò andrebbe a chiarire i motivi per il quale è stata riscontrata una maggior incidenza della patologia nelle donne.
L’otosclerosi insorge durante la pubertà, si aggrava in gravidanza e soprattutto con l’allattamento motivo per il quale dovrebbero essere per quanto possibile evitati.
La sintomatologia legata all’otosclerosi, è sicuramente la perdita progressiva dell’udito che può degenerare fino alla completa sordità.
Altri sintomi sono: acufeni, vertigini, problemi di equilibrio e del movimento involontario rapido e ripetitivo degli occhi.

Diagnosi e cura

Per diagnosticare se effettivamente si tratta di otosclerosi, bisogna rivolgersi innanzitutto all’otorino per sottoporsi agli esami diagnostici. Gli esami da dover eseguire sono:

  • Acumetria, con prove di voce e diapason
  • Audiometria, è possibile diagnosticare l’ipoacusia, che nei primi stadi ha carattere trasmissivo
  • Impedenzometria, evidenzia invece una alterazione o l’assenza del riflesso stapediale, ovvero il riflesso che, in caso di suono troppo intenso, blocca la catena ossiculare presente nell’orecchio medio e che permette una diagnosi precocissima.

Una volta diagnosticato che si è in presenza di otosclerosi, possiamo praticare due tipologie di interventi.
La prima tipologia è di rallentamento della perdita dell’udito. In tal senso si utilizzerà una protesi acustica esterna che consentirà di recuperare la capacità uditiva.
La seconda tipologia è il ricorso all’intervento chirurgico. In questo caso si ricorre alla stapedectomia ossia la rimozione della staffa e sostituzione con una protesi in metallo o in plastica che aiuta a stabilire la conduzione del segnale sonoro. In alternativa si può far ricorso alla stapedotomia, nuova tecnica chirurgica che prevede soltanto la rimozione di una parte della staffa e l’innesto di una protesi, che trasmette il segnale acustico.

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